Insieme a Paolo Albanese, webmaster con cui ho lavorato su alcuni siti, tra cui questo, ci siamo fatti questa domanda davanti a un caso molto concreto: una piccola azienda dell’operoso varesotto senza sito, senza social e senza scheda Google Business.
Quando il punto di partenza è questo, la tentazione potrebbe essere quella di costruire subito un piano molto articolato, pieno di attività, canali, strumenti e cose da fare.
Eppure, proprio in questi casi, serve attenzione.
Ho visto spesso piani di marketing molto strutturati, costruiti a prescindere, senza considerare davvero chi c’è dall’altra parte e quanto quelle attività siano sostenibili per la sua azienda.
Per una piccola realtà che inizia ora, la comunicazione digitale non deve diventare un altro problema da gestire.
La comunicazione digitale per piccole aziende deve essere sostenibile
Con Paolo siamo allineati su questo punto: meglio ragionare per sottrazione che per aggiunta.
Essere pratici, in questi casi, non significa essere superficiali. Significa capire quali passi hanno davvero senso, in quale ordine affrontarli e quanta energia può realisticamente dedicare l’azienda alla propria presenza online.
La persona che decide di iniziare, spesso il titolare, non deve essere caricata subito di troppe richieste.
Se le cose da fare diventano troppe, l’effetto è opposto a quello desiderato: invece di stimolare, si scoraggia.
Per questo i primi compiti devono essere pochi, chiari e sostenibili nella quotidianità dell’azienda.
Partire bene con la comunicazione digitale per piccole aziende significa proprio questo: non partire da tutto quello che “ci sarebbe da fare”, ma da ciò che serve davvero per costruire una presenza minima, ordinata e sensata.
